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Comparazioni

Il peso e la validità giuridica di una perizia, possono dipendere essenzialmente, anche se non sempre (bisogna infatti saper distinguere da caso a caso), da questi due fattori fondamentali :

1) Avere a disposizione l’originale del documento contestato, oppure in subordine se ciò non fosse possibile, una fotocopia ben eseguita (ad insindacabile giudizio del tecnico grafologo) del medesimo.
In caso fosse in discussione oltre alla firma, anche la veridicità del documento tutto, e cioè, se vi fosse il sospetto che la grafia, possa essere stata apposta artatamente sul foglio a mezzo tecniche di copiatura, o a mezzo, strumenti meccanici di riproduzione, allora, occorrerebbe senz’altro acquisire l’originale di detto documento. (a meno che, non vi sia diverso e condiviso accordo tra le parti in questo senso e specificato nel verbale di udienza, e/o nel verbale delle O.O.P.P. )

2) “Sarebbe bene”, anche se non è ne obbligatorio ne strettamente necessario, poter disporre di almeno tre comparative coeve in senso temporale ( non oltre i 5 anni di differenza ), con il documento contestato, e possibilmente, eseguite in epoche precedenti al medesimo, e sulle quali inoltre, non vi siano dubbi sulla loro autenticità. A questo fine, “sarebbe bene” ne esistessero copie presso qualche ufficio pubblico o istituzionale (Comune, Banche, Notai, Poste etc….) o comunque, in qualche ditta, ufficio, o studio anche privato, purché terzo rispetto alle parti in causa.

Tali indicazioni che non implicano obblighi di sorta, (e infatti non a caso, utilizzo sempre la frase “sarebbe bene”), non sono state espresse allo scopo di poter rendere più agevole il compito del consulente, ma bensì, al fine di poter presentare una relazione tecnica corretta e che non sia impugnabile come non conforme, o quando alle regole deontologiche, o quando, ai dettami dei codici ( art. 217 c.p.c.) e ( art. 239 c.p.p.)